4 ottobre San Francesco, padre serafico patrono d’Italia

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San Francesco Patrono d'Italia

Oggi, 4 ottobre festeggiamo San Francesco Patrono d’Italia, il serafico padre che fondò la famiglia francescana e con la sua spiritualità e carisma rinnovò la chiesa a tal punto che ancora oggi dopo più di 800 anni la sua influenza è ancora viva e presente.

San Francesco e i suoi compagni si aggiravano per i colli, i monti e le valli umbre, toscane e laziali predicando il Vangelo e la vita povera, semplice ed umile al servizio di Cristo e del Signore.

Cosa ci lascia veramente San Francesco in eredità?

Non ha lasciato figli, eppure la famiglia francescana conta più di 12.000 frati minori in tutto il mondo; non ha lasciato case, eppure esistono circa 2000 conventi francescani nel mondo; non ha lasciato conti in banca, eppure, le sue parole sono preziose più dell’oro; non ha lasciato una famiglia, eppure ne esiste una che conta frati, suore, sacerdoti, laici e vescovi; non ha lasciato un’azienda, eppure le missioni francescane nel mondo aiutano migliaia di persone.

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,1-12

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi.

Qual è quindi la vera eredità di Francesco?

I tre voti francescani povertà, castità e obbedienza sono la sua eredità. Oltre al concetto di fraternità universale e minorità.

Con queste poche parole si rivoluzionò la storia della Chiesa, ma si rivoluzionano ancora oggi tante vite che, intrecciandosi con la spiritualità francescana, cambiano e si trasformano divenendo nuove vite, al servizio degli altri e dedicate a Cristo.

Si può oggi, nel mondo secolare, vivere la spiritualità e il carisma francescano?

Seppur in un mondo sempre più complesso e difficile, si può. D’altro canto, non è che nel 1200 il mondo fosse tutto rose e fiori: epidemie, povertà, oppressione sociale, guerre, carestie. 

Eppure, San Francesco riuscì a creare qualcosa che fosse diverso e unico, mettendosi contro dapprima il padre (che addirittura lo rinchiuse in una celletta per fargli cambiare idea) poi tanti altri esponenti più o meno influenti della Chiesa e del potere. Nonostante questo, fu acclamato, amato, seguito nella sua vita da migliaia di persone, compreso il Papa dell’epoca, e santificato subito dopo la sua morte.

Pensare e agire in maniera differente, quindi, per Francesco è stata la sua intuizione, per questo alla domanda: “Si può oggi nel mondo secolare vivere la spiritualità e il carisma francescano?”

La risposta può e deve essere un fragoroso e sonoro !

In questa giornata in cui ricordiamo e celebriamo San Francesco, quindi, sforziamoci di avvicinarci a lui come modello di vita da perseguire anche domani, dopo domani e tutti i giorni, partendo dalle piccole cose, ricordando la sua celebre frase:

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.”

San  Francesco d’Assisi

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