Cos’è la Vocazione? E qual è la mia?

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Qual è la mia vocazione?

Tutti noi prima o poi ci siamo trovati di fronte ad un bivio nella nostra vita: prendere quella strada o quell’altra?

Sposi, spose, sacerdoti, consacrati e consacrate, tutti quanti si sono trovati in questa situazione.

Ma come capire a cosa il Signore ci sta chiamando per la nostra vita?

Quale missione devo compiere su questa terra? Qual è il mio scopo? Come devo servire nella mistica vigna, sposandomi e diventando un testimone della bellezza della famiglia o diventando prete e partire missionario dall’altra parte del mondo?

La verità è che a queste domande non possiamo rispondere noi da soli affidandoci unicamente alle nostre qualità cognitive per sviscerare il problema e studiare la risposta adatta e giusta, anche perché una risposta semplice non c’è.

Per conoscere qual è la nostra strada, la nostra missione, dobbiamo innanzi tutto chiedere a Dio, solo lui ci può illuminare e, anche attraverso lo spirito Santo, porre nei nostri cuori quel desiderio, quella spinta che ci farà scegliere la direzione giusta per noi stessi.

La vocazione è proprio questo, la nostra strada quello che dobbiamo fare su questa terra come umili lavoratori del Signore.

Poniamoci la giusta domanda

Quindi la domanda “Qual è la mia vocazione?” diventa sempre più importante nella vita di tutti noi soprattutto quando siamo giovani ragazzi alla ricerca della nostra strada.

Come capire qual è la nostra vocazione quindi?

Innanzi tutto, mettendosi in ascolto, Shemà Israel, Ascolta Israele. Ascoltiamo il Signore che ci parla, attraverso la Santa Messa, attraverso le scritture, attraverso una persona che abbiamo vicino e che proprio potrebbe essere la chiave di volta dei nostri dubbi, attraverso le nostre emozioni e le nostre sensazioni.

Il nostro padre Abramo così come Mosè, in tutto ciò che faceva chiedeva consiglio al Signore.

Dal Libro del profeta Tobia leggiamo:

In ogni circostanza benedici il Signore e domanda che ti sia guida nelle tue vie e che i tuoi sentieri e i tuoi desideri giungano a buon fine, poiché nessun popolo possiede la saggezza, ma è il Signore che elargisce ogni bene.”

Scegliamo senza paura

Ricordiamoci che quello a cui siamo chiamati su questa terra, ovvero la nostra vocazione, è fatta di scelte e quindi dobbiamo iniziare il nostro cammino di discernimento con l’obbiettivo finale di scegliere.

Scegliere se diventare mogli, mariti, suore, frati, preti… a volte queste scelte possono sembrare folli, estreme, inusuali, anacronistici o vintage, ma se il nostro discernimento è stato fatto con sincerità e impegno quale che sarà la nostra scelta sarà la migliore.

Soprattutto, scegliamo senza paura. “Non temere”, questa frase compare nelle scritture per 365 volte, sarà un caso?

Vocazione secondaria

La vocazione non è una sola per tutta la vita, o meglio, lo è, dobbiamo essere fedeli alla nostra vocazione principale una volta imboccata la strada per tutta la vita anche quando saremo davanti a difficoltà, prove e tentazioni. Ma la vocazione può essere anche soggetta ad altre sotto-vocazioni, o meglio, a un passaggio di raffinamento della vocazione. Mi sono sposato, ora qual è la strada del mio matrimonio?

Sono un sacerdote, cosa devo fare ora? Devo insegnare, partire missionario o fare il parroco?

A cosa mi chiama il signore NEL mio matrimonio? NEL mio sacerdozio?

Conclusione

Insomma, la vocazione non è un enigma irrisolvibile, non è una spada di Damocle, è un’occasione la nostra opportunità di servire il Signore come Egli vuole.

Facciamoci allora questa domanda: sono pronto e disposto ad ascoltare cosa il Signore mi chiede? Il mio cuore è aperto a tutte le possibilità anche a quelle che mi fanno più paura?

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