il segreto della felicità

Il segreto della felicità

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Utilizzando un noto social network di condivisione video, ho notato qualche giorno fa un video con un titolo, evidentemente click bait, che recitava “Ecco il segreto della felicità”.

Viviamo oggi in un epoca in cui siamo tutti presi da moltissime cose, abbiamo tutti ambiziosi traguardi di per il nostro stile di vita e splendidi piani per la nostra carriera, con sempre meno tempo a disposizione e molti impegni tra cui districarci.

Il video non era altro che un intervista ad un personaggio particolare e pittoresco che aveva scelto di vivere in modo non convenzionale, fuori dalla società, isolato in un bosco, ma il punto non è il contenuto del video, il punto cruciale è che ho scoperto esserci un trend di video che ambiscono a scoprire il vero segreto della felicità, ovviamente offrendo contenuti più o meno condivisibili e molto diversi tra loro.

Allora mi sono chiesto anch’io cosa quale può essere il segreto della felicità, e per scoprirlo ho preso spunto dalle popolazioni che reputo più felici di noi, e non parlo di civiltà evolute con nessun problema sociale, un welfare solido e un’economia che permetta di tenere un tenore di vita molto alto a tutti i cittadini, ma parlo di una popolazione in cui ci sono moltissime persone sotto la soglia di povertà, in cui in alcune zone ci sono seri problemi al livello di urbanizzazione, lavoro, istruzione, ecc. sto parlando di paesi come l’India, un paese da cui dovremo prendere esempio perché nonostante tutti questi problemi è un paese con una delle popolazioni più felici e multiculturali del mondo.

Ma perché sono felici?

In india infatti convivono molte culture diverse, ma non come scatole isolate tra loro, ma fuse insieme, non è infrequente per un cristiano partecipare ad una festa induista e viceversa, le culture, le religioni e le varie usanze, sono fuse tra loro e compartecipate da tutti.

Riflettendo sulla domanda iniziale credo che il segreto della felicità si proprio questo, l’applicazione del Vangelo, infatti sono fondamento di ogni religione i principi quali l’uguaglianza, la tolleranza, la carità e l’amore per il prossimo, il modo di vivere in India se riflettiamo un’attimo su questo, è proprio vivere applicando i principi del Vangelo.

Un vivere togliendo importanza alle cose che non la meritano e dare, invece, importanza alle cose veramente importanti.

Secondo questo schema non importa il lavoro finalizzato al denaro, la ricchezza, il potere o la posizione sociale, tutte queste cose in secondo piano rispetto a cose molto più importanti, come ad esempio ricordarsi che prima di essere medici, ingegneri, avvocati, ecc. siamo tutti esseri umani, pertanto tutti uguali, tutti con gli stessi bisogni e meritevoli dello stesso rispetto che desideriamo per noi.

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.

Dal Vangelo di Matteo

La precedente citazione evangelica, ci dice infatti esattamente questo, ovvero che dovremo perseguire alti scopi nella vita e non concentrarci sulle cose piccole, tralasciando le prime, valgono molto di più le relazioni umane, il perdono e la carità, rispetto al denaro, al potere, e alla carriera.

Concludo questa riflessione con il pensiero che se tutti applicassimo i principi del Vangelo (o di altre religioni) dandogli la massima priorità nella nostra vita, potremmo essere molto più felici di così, smettendo di vivere quotidianamente sensi di colpa perché non siamo stati molto produttivi, perché non abbiamo ottenuto quella promozione o perché non ci possiamo permettere l’auto dei nostri sogni.

Questi sensi di colpa infatti ci rendono cechi dal vedere le cose che invece sono presenti nelle nostre vite e per ci dovremo rendere grazie ed essere felici.

Non vediamo tutto questo perché siamo troppo concentrati a guardarci dentro, soffrendo per tutte le brutte sensazioni che ci pervadono, invece di dirigere la nostra attenzione verso l’esterno, carpendo i profumi, i suoni e le sensazioni che la vita e le altre persone ci offrono.

Dovremo inoltre smettere di riporre la nostra fiducia solo in noi stessi e nelle nostre capacità, prendendo coscienza del fatto che siamo solo esseri umani e come tali siamo limitati e sbagliamo continuamente. Ma che c’è qualcuno che si prende cura di noi, qualcuno che non soffre dei nostri stessi limiti, qualcuno che tutto può e che a suo modo ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno nella vita.

Basta saper restare in silenzio per ascoltare le indicazioni che ci vengono date, basta aprire gli occhi con fede per trovare intorno a noi tutto quello che ci serve per essere felici.

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