Si devono distendere le braccia durante la recita del Padre Nostro?

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Domanda:

Buonasera, frequentando la messa in varie parrocchie ho notato una doffrmità nelle giestualità legate alla racita del Padre Nostro, in particolare si possono o devono distendere le braccia? O è opportuno tenere semplicemente le mani giunte?

Risposta:

Grazie mille per la domanda, questa volta legata all’aspetto liturgico della recita della preghiera Padre Nostro durante la Santa Messa, in particolare se è bene o meno distendere le braccia durante la recita di questa preghiera.

Iniziamo identificando il significato del gesto di distendere le braccia e aprire le mani con i palmi rivolti verso l’alto.

Questo gesto deriva dal modo di pregare dei primi cristiani che appunto assumevano questa posizione per diventare dei tramite, delle congiunzioni tra il regno dei cieli e quello terreno.

Nella moderna struttura della messa, il libro che ne disciplina la liturgia, ovvero il messale romano, prevede esplicitamente che questo gesto venga necessariamente compiuto dal sacerdote.

Il significato di questo gesto compiuto dal sacerdote, rimane appunto simile all’antico significato, il celebrante infatti, con questo gesto mostra di si mette in posizione di apertura verso il regno dei cieli (da qui i palmi delle mani rivolte verso l’alto).

Le braccia distese invece, assumono questa posizione per raccogliere le preghiere dell’assemblea offrendole a Dio per mezzo delle mani del sacerdote.

Infatti prima del Concilio Ecumenico Vaticano II la recita del Padre Nostro e di conseguenza il gesto che e deriva, erano riservati al sacerdote celebrante, ma questo concilio modificò questa liturgia rendendo la preghiera padre nostro recitabile da tutti i fedeli presenti.

Effettivamente molti sostengono che in forza al sacerdozio battesimale ogni membro dell’assemblea potrebbe compiere questo gesto poiché ogni persona battezzata è effettivamente un sacerdote, ma in realtà il messale romano descrive questo gesto come necessario solo per il celebrante (sacerdozio ministeriale)

Il messale non specifica obblighi per il comportamento dell’assemblea durante la recita di questa bellissima preghiera, ma si limita ad affermare che è concesso anche all’assemblea di aprire le braccia purché si abbia consapevolezza del gesto che si compie.

Durante il canto o la recita del Padre nostro si possono tenere le braccia allargate; questo gesto, purché opportunamente spiegato, si svolga con dignità in clima fraterno di preghiera

CEI – Commissione Episcopale per la Liturgia, Precisazioni circa la normativa liturgica, seconda edizione italiana, LEV, Città del Vaticano 1963, p. LI

In conclusione, potremo dire che non è sbagliato tendere le braccia durante la preghiera Padre Nostro né tenerle giunte, molto probabilmente la cosa più giusta è uniformarsi al resto dell’assemblea per celebrare una messa ordinata e mantenere un comportamento ordinato coerente con quello dei nostri fratelli e sorelle.

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