«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»

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Pregare per la volontà di Dio

Quante volte ci troviamo in preghiera, personale o durante la Santa Messa, a chiedere al Signore di aiutarci con qualcosa che ci crea ansia, con qualche problema famigliare o lavorativo, a chiedere al signore il suo aiuto per un discernimento interiore o per trovare la risposta a qualche enigma della nostra vita?

E cosa facciamo quando non riusciamo ad ottenere quello che desideriamo, quando non troviamo subito la risposta giusta o non riceviamo dal Signore quella grazia che avevamo richiesto con tanta insistenza in preghiera?

Molto spesso, molto più spesso di più quanto sarebbe bello ammettere, ci arrabbiamo, ci innervosiamo, ci chiediamo come mai una richiesta così bella così altruista che abbiamo fatto al signore non venga esaudita.

Per quanto questo atteggiamento sia brutto accomuna tutti noi.

È giusto o no chiedere al signore?

Sì, è giusto, il nostro padre Abramo chiedeva sempre consiglio al Signore e tutti, proprio tutti, compreso il nostro Signore Gesù Cristo chiedeva che Dio esaudisse qualche sua richiesta in preghiera:

«Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!» Mt 26,39

Ma il disegno divino e più complesso di così, di come lo pensiamo, immaginiamo e progettiamo noi. In genere è molto più maestoso, bello e sconvolgente.

Quindi ci lasciamo abbattere da una richiesta non esaudita o andiamo avanti e cerchiamo di capire il volere di Dio e non di imporre il nostro volere?

Quando una preghiera non si realizza forse ci potrebbe essere qualcosa di molto più grande e straordinario dietro l’angolo, qualcosa che non avremmo mai potuto nemmeno immaginare con la nostra limitatezza terrena.

Spesso le richieste che il Signore ci fa sono ben più grandi di quelle che facciamo noi a lui e questa grandezza spesso è accompagnata da spavento: per noi è difficile abbandonare la zona di comfort e affrontare una grande sfida.

Come affrontare tutto questo allora?

La risposta ce la dà direttamente Gesù nel Vangelo in ben due momenti: quando i discepoli che navigavano sul mare agitato videro che Gesù dormiva serenamente non preoccupandosi di nulla si chiesero perché Egli si comportasse così, con molta tranquillità allora Gesù si destò e calmò le acque e tutti furono tranquilli.

Questo passo ci insegna a lasciar fare al Signore di più, di lasciar agire il Signore nelle nostre vite facendogli spazio, spazio che si può fare cercando di non volete tenere tutto sotto controllo.

«Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!» LC 12,7

Il secondo passo del Vangelo che ci spiega come fare in questi casi è il miracolo di Gesù che cammina sull’acqua :

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 14,22-33

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Pietro affondò solo quando si spaventò. Lasciamo che il Signore ci aiuti ma per farlo ha bisogno che ci fidiamo completamente di lui.

Tutti i rapporti d’altronde si fondano sulla fiducia e non fa eccezione il rapporto col Signore.

Preghiamo dunque tanto, chiediamo tanto in preghiera, sapendo però che il Signore ci ascolta sempre e che, se qualcosa non si avvererà come noi preghiamo e speriamo, è solo perché il Signore ci sta preparando la strada a qualcosa di più grande .

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