Vangelo del giorno: «Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti»

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La Parola di oggi

La parola di oggi ci da molti spunti di riflessione.

L’insegnamento che ci sta dando Gesù in questo passo è importante perché è uno dei nuclei fondamentali di tutto l’insegnamento Cristiano.

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 14,12-14

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato:
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Gesù ci parla si una festa un banchetto a cui dobbiamo pensare chi invitare: egli ci ammonisce dicendoci chiaramente di invitare chi non potrà ricambiare.

Ma questo insegnamento a cosa si riferisce di preciso?

Quando si compiono opere di carità come volontariato, catechesi, educazione, donazioni, opere di bene dalle più grandi alle più piccole come offrire un caffè ad un amico, ascoltare chi ha bisogno di una parola di conforto, chiacchierare con chi si sente solo, in tutti questi casi il nostro atteggiamento deve essere di completa e sincera gratuita.

Nessun opera o buona azione quotidiana è compiuta se alla base non c’è gratuita.

Questo significa non aspettarsi nulla in cambio ne da chi riceve la nostra carità ne da chi ci vede o sta intorno.

Aspettarsi qualcosa in cambio può voler dire anche semplicemente vantarsi di una buona azione o sentirsi migliori di altri per averla compita.

Gesù ci spiega di non aspettarsi nemmeno il vanto in un altro passo del Vangelo, quando ci dice:

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 12,38-44

Diceva loro mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.  Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave».
E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

 

C’è un altro significato più profondo in questo passo.

A volte può capitare nelle comunità che ci rivolgiamo come catechisti, educatori ed evangelizzatori a chi è già del nostro “gruppo”, a chi già frequenta attivamente la parrocchia, chi è credente, praticante e ben disposto. 

Ma la Parola del Vangelo non è per pochi, non è per qualche eletto, non è per persone scelte: la Parola è e deve essere per tutti.

La Parola del Vangelo non è solo da leggere ma da testimoniare con azioni e opere coerenti, che seguano gli insegnamenti di Gesù, che mettano al centro la carità gratuita e l’amore verso il prossimo, anche quando questo non può ricambiarci in nessun modo, anche quando il fratello o la sorella da aiutare non è della nostra parrocchia del nostro gruppo, della nostra città, della nostra religione o delle nostre stesse idee.

Testimoniare l’amore e la fratellanza universale con atti di carità gratuita verso tutti farà la differenza tra un banchetto pieno di amore o meno.

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